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05/21/2011 | Press release
distributed by noodls on 05/21/2011 03:20
“La vera libertà individuale non può esistere senza sicurezza economica ed indipendenza. La gente affamata e senza lavoro è la pasta di cui sono fatte le dittature”. Lo affermava, a ragione, Franklin D. Roosevelt.
Al centro dei pensieri di un padre e di una madre, ci sono i figli con i loro problemi relativi all’inserimento nel mondo del lavoro. Un tempo, si chiedeva ad un ragazzo: “Cosa vuoi fare da grande”? Oggi, la medesima domanda, oltre ad essere inutile, sarebbe addirittura superflua, in quanto moltissimi giovani italiani non riescono più ad immaginare una qualsiasi risposta da dare. Questi ultimi, infatti, hanno perso la voglia di sognare e, con essa, la speranza di realizzare il proprio futuro. Il perché, è facile immaginarlo. Un tempo, se vogliamo, a seguito della risposta dei giovani, esisteva un mondo produttivo che era in grado di recepire e di soddisfare i desideri e le aspettative di ognuno di loro. C’erano un’infinità di piccole e medie imprese che hanno permesso al nostro Paese di diventare la quinta potenza economica mondiale. Oggi, vi sono le grandi imprese e molta disoccupazione. Per le piccole imprese ancora esistenti, è rimasto il problema della globalizzazione: un dramma quotidiano, anziché una risorsa da utilizzare. La nostra cosiddetta politica di sviluppo, da anni latente e senza grandi progetti, ha fatto il resto, mettendo in forte difficoltà l’intera Nazione, rispetto ad altri paesi industrializzati. Insomma, da un punto di vista economico, in Italia si cresce poco e, di conseguenza, non si è in grado di ridistribuire ricchezza.Si investe poco, a causa di una continua e costante incertezza. L’occupazione, in generale, diminuisce e l’unico elemento certo che si constata, è la precarietà. Da un lato mi viene quasi voglia di gridare: “Scappate, se potete dal Belpaese e realizzatevi altrove!”, mentre dall’altro lato dico perché non ci proviamo noi, insieme, a realizzare il grande progetto di sviluppo economico e sociale?In Italia, i nostri ragazzi studiano con molti sacrifici sia personali che di tutta la famiglia e, poi, non hanno opportunità di lavoro. All’estero studiano solo con i loro sacrifici, quelli economici sono supportati dallo Stato mediante il prestito agli studenti. In Norvegia l’istruzione pubblica è gratuita fino al compimento delle scuole superiori incluse. Le tasse richieste per i corsi universitari presso istituzioni statali sono solitamente minime. Il Fondo Norvegese Statale per il Prestito agli Studi è stato fondato nel 1947, e fornisce prestiti di studio e contributi per la copertura delle spese di mantenimento per coloro che frequentano corsi universitari. Tali forme di aiuto sono disponibili anche per gli studenti che intendono studiare parzialmente o totalmente all’estero. Negli ultimi anni molte famiglie italiane che hanno disponibilità economica, mandano i propri figli a studiare all’estero, dove la scuola, anche se non impartisce più cultura delle nostre, è molto più efficace perché meglio organizzata. Le Università sono a numerus clausus: cioè, dove può iscriversi soltanto chi ha voti alti e predisposizioni consone al tipo di studio richiesto. Lo Stato facilita gli studi dello studente, poiché ritiene che essi sono una risorsa per la nazione. I giovani e le famiglie, non sono abbandonati. Oltre allo Stato, ci sono i privati e le industrie che finanziano le Università ed investono, per l’istruzione e la preparazione dei ragazzi, futuri lavoratori che saranno subito assunti, una volta terminati i loro studi. Un tempo, in Italia, spesso s’iniziava la propria attività partendo dall’artigianato, poi si diventava industriale o ottimo artigiano. Molti uomini hanno realizzato questo sogno. Oggi, con la venuta del mercato globale, ci troviamo impreparati, in quanto molto piccoli nelle dimensioni o quasi inesistenti economicamente per affrontarlo. Perché allora non unirci tutti insieme per fare IMPRESA? Perché non si trova una soluzione per creare dei grandi centri sul territorio italiano ove le piccole e medie imprese possono effettuare lo Sharing del personale opportunamente preparato? Perché non si creano con l’ausilio delle regioni delle aree di sviluppo settoriale dove la scuola, l’impresa, la ricerca camminano quotidianamente a braccetto?L’imperativo categorico per tentare di salvarci, è ripartire da zero, “resettare” il tutto. Research and development organizzato per settore in aree dove si vive con le industrie e le famiglie.Attrarre capitali privati esteri è uno dei punti più importanti per l’iniziativa di sviluppo industriale, i bilanci contabili devono essere più trasparenti e meno burocrazia. Cosa possiamo fare per vincere la scommessa?Realizziamo tutti insieme qualcosa di nuovo partendo dalla creazione di gruppi di lavoro su progetti. In Scandinavia, dove vivo metà della mia vita, la razionalizzazione delle risorse è applicata con successo. Niente è a caso. In Sicilia, ad esempio, si potrebbe certamente vivere di turismo, ma anche di industrie alimentari che esportano i nostri prodotti… magari con un solo grande marchio DOC anziché tanti piccoli marchi che da soli non riescono ad affrontare il mercato globale.Perché, inoltre, non creare una nostra industria informatica grande anziché piccole aziende?Dobbiamo uscire dalla mentalità che lo Stato deve sostenere tutto, economicamente.Invito i giovani che hanno progetti a presentarli, faremo in modo da raggrupparli tutti e creare gruppi di lavoro. Mettiamo insieme le nostri menti. I nostri ragazzi sono intelligentissimi, con tanta voglia di lavorare.Noi, del Movimento di Responsabilità Nazionale, vogliamo investire sui giovani creando una nuova classe dirigente.Scriveteci, ragazzi. Siamo aperti a raccogliere e portare avanti i Vostri progetti…Scrivete a progetto@mrnonline.it. E non dimenticate mai che è l’unione d’intenti che fa la forza.Salvatore Proto
Socio FondatoreMovimento Responsabilità NazionaleShort URL: http://www.mrnonline.it/?p=463